L’Aquila, l’odissea di una coppia per il diritto all’assistenza sanitaria

wordle-public-healthHa assistito per quasi vent’anni sua moglie Ivana resa disabile da un cavillo burocratico che a suo tempo pregiudicò l’accesso a un farmaco che avrebbe rallentato o addirittura bloccato la progressione della sclerosi multipla. Ora, è lui ad aver bisogno di assistenza in quanto a breve dovrà affrontare all’Aquila una delicata operazione per la rimozione di un tumore. Ma Eugenio Mascaretti, che per molto tempo ha trascurato il suo lavoro alle Poste per stare vicino alla donna – fino a restare esodato e senza pensione – sa bene che non potrà affrontare il suo intervento con la giusta serenità se prima non riesce a garantire alla moglie un’adeguata assistenza, in un momento in cui i tagli alla spesa sanitaria e ai servizi sociali riducono le possibilità. Continua a leggere

L’Aquila, Ospedale San Salvatore: tre code e tre check point

Immagine«Mi scusi, sono al nono mese di gravidanza, ho la precedenza allo sportello?». «Beh sì ma solo se si sente male».

Nel dare questa risposta, l’addetta allo sportello accettazione del centro prelievi dell’ospedale ha l’aria di una persona consapevole che il suo rinnovo del contratto non dipende affatto dalle prestazioni professionali erogate. È giovane per essere già stabilizzata, ma non troppo da non avere acquisito degli automatismi che si addicono a impiegati di lungo corso. Di quelli che la burocrazia ce l’hanno cucita addosso e hanno l’elasticità della voce automatica che ti risponde al 155 fino a quando non riesci a trovare un operatore libero. In carne ed ossa. Continua a leggere