Storie di pesca: Nicola, universitario-pescatore: “Seguo la passione di famiglia”

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L’acqua fluida del porto di Giulianova si riflette negli occhi di una ragazza in camice bianco davanti al mercato ittico. Occhi azzurri fragili che si fanno strada tra i pescatori riuniti a contrattare il prezzo di seppie, sogliole e “stracciavocc’”.

L’alba dei pescatori ha anche il suo volto. Un volto che non ti aspetti di trovare in mezzo a nasse, tramagli e fili di nylon, alle 5,30 in punto. Alla stessa ora, la monovolume di Nicola Squeo è già davanti al box del padre al molo sud, nell’area dei pontili della piccola pesca. Neanche lui è uno che ti aspetti di trovare da queste parti. Ventisette anni, laureando in economia del turismo all’università di Teramo, la sua tesi sui viaggi termali nella Penisola è arrivata a quota 25 pagine in attivo. Eppure, ogni mattina che la Galliano 4pc 572 – l’imbarcazione di famiglia – esce a largo, lui si fa trovare davanti al pontile, col martello in mano, pronto per ripulire le reti. Continua a leggere

Papi arriva dal Senegal: stivali e t-shirt porta i soldi a casa all’alba di ogni giorno

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Si fa chiamare Papi, perché il suo nome sarebbe troppo complicato da dire e da scrivere da queste parti. «Mica vorrai vedere i documenti?», chiede sorridendo a chi vuole saperne di più. Il pizzetto lo fa assomigliare a Ben Harper, ma la pelle è più scura. Trentasei anni da compiere, Papi ha lasciato il Senegal cinque anni fa ed è arrivato in aereo a Roma, lavorando quasi sempre da queste parti, poi con il progetto del mercato ittico a Montesilvano. Un insediamento dei pescatori che arriva a margine di oltre vent’anni di battaglie politiche e legali. Così Papi si ritrova sulla spiaggia al mattino, a battere le reti col martello fino a quando ce n’è. Gli stivali sono un tutt’uno con la sua salopette verde che sovrasta una t- shirt gialla. Continua a leggere

Storie di pesca: Marcello, Rocco e gli altri delle tre

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Da una parte, un delfino bianco con scritto Lina. Dal lato opposto, un altro delfino – contrapposto in modo identico e speculare – con scritto Marcello. Lo stemma biancazzurro al centro del box e una sciarpa su una delle pareti a ribadire una fede incondizionata riposta nei piedi di Sansovini. E in quello che offre il mare. Perché da oltre 20 anni, sei giorni su sette, Marcello Di Vito e suo figlio Rocco si mettono in acqua per sistemare reti e nasse e raccogliere i frutti da dividere scrupolosamente e rivendere al mercato ittico di Montesilvano. Continua a leggere