Chiude la Porta Santa aspettando il Giubileo

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L’AQUILA. La Porta Santa chiude a ridosso delle 20, ma l’accesso ai fedeli viene precluso una decina di minuti prima, lasciando qualcuno fuori a dover rimandare l’appuntamento con l’indulgenza. «È per questo che il buon Celestino chiedeva di lasciarla aperta per otto giorni», ricorda Floro Panti a due passi dal sagrato. Ma chi non ce l’ha fatta non dovrà aspettare molto: per dirla con le parole dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, la 721esima Perdonanza al giubileo della Misericordia, al via l’8 dicembre, c’è un ponte i cui pilastri sono quelli di Celestino e Papa Francesco. L’arcivescovo sa di parlare ai fedeli di una città stanca e ferita che ha appena vissuto una delle sue settimane più controverse di questi anni del post-sisma. Continua a leggere

Il fuoco di Celestino nelle mani di un cristiano e di un musulmano

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Samuel e Idrizz. Il primo originario della Nigeria, l’altro emigrato dal Ghana. Domenica scorteranno insieme il sacro Fuoco del Morrone per l’accensione del tripode in piazza San Bernardino. Sono due giovani ospiti delle strutture del Movimento celestiniano, arrivati all’Aquila dopo aver affrontato terribili prove, dal deserto al mare, e aver visto molti compagni di viaggio cadere al loro fianco. Nelle loro mani non c’è solo la fiaccola in ricordo del viaggio con il quale frate Pietro partì il 5 luglio 1294, in sella a un asino, dal suo eremo sulla Maiella, per raggiungere L’Aquila e diventare Papa. Nelle loro mani c’è il messaggio che anima la 721ª edizione della Perdonanza celestiniana, un’edizione promossa nel segno dell’integrazione. Samuel è cristiano, Idrizz è musulmano, ma insieme condividono lo stesso tratto di strada, e in parte lo stesso destino. Continua a leggere

Miracolo italiano: 6 mesi in tenda

Al passaggio delle autorità spunta lo striscione dei comitati cittadini 1251474700370_constestazione1

di Fabio Iuliano

L’AQUILA. «Il nuovo miracolo italiano: 6 mesi nelle tende». Anche durante la Perdonanza i comitati cittadini non hanno rinunciato a contestare la gestione della fase del post-sisma, in relazione alle tendopoli e al progetto Case. Striscioni e fischi condivisi solo in parte dal pubblico del corteo, che non ha risparmiato applausi a vigili del fuoco e Protezione civile. Il mese scorso, durante una visita del premier Silvio Berlusconi, i comitati cittadini avevano provato, invano, a esporre uno striscione di protesta davanti la caserma di Coppito. Continua a leggere