Gino Paoli: col jazz teniamo vivo il fuoco dell’Aquila

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Compare sul palco sulle note soffuse che escono dal pianoforte di Danilo Rea e inizia a cantare, quasi sottovoce, la sua “Sapore di sale” davanti a una piazza gremita. Quasi una dissolvenza incrociata con le ultime battute di Enrico Rava. Gino Paoli ritrova così il pubblico aquilano che lo ha sempre sostenuto, nel concerto simbolo della maratona jazz, un evento ideato per tenere alti i riflettori sulla ricostruzione aquilana. Paoli canta la Gatta e il Cielo in una stanza e lascia ai Doctor 3 la facoltà di improvvisare sulle note di Bocca di rosa, del suo concittadino Fabrizio De Andrè. Piazza Duomo sogna con Paoli, in una notte dove non c’è spazio per la polemica legata alle ragioni che hanno portato al suo addio alla Siae, ente che ha sostenuto l’organizzazione della kermese. Continua a leggere