Disco-addio: dallo sballo all’oblio, trasloca la notte dance

Cambiano le mode e le cattedrali del divertimento si svuotano e chiudono. Oggi cadono a pezzi tra erbacce, macerie e rimpianti di serate indimenticabili

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Il tendone bianco è appoggiato come un ombrello semichiuso sulle travi portanti dell’area capoeira. Erba incolta e transenne divelte segnano l’ingresso di quello che una volta era un tempio della disco commerciale. Da un lato, la porta del parco Sirente Velino, dall’altro ettari di spighe allineate come filamenti d’oro. La generosità del grano che si fa bello per poi essere tagliato. Le palme finte, le transenne semidivelte e il vecchio bancone dei cocktail con la bandiera verdeoro. Dell’Evergreen – locale culto del capoluogo a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila – è rimasto poco più di un cartello e qualche baracca sgarrupata, un complesso separato dal villaggio antisismico di Fossa da un vecchio recinto. Continua a leggere