Pingitore ex cronista: da lì ho imparato cosa è essenziale

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Cappello di paglia, giubbino di pelle, camicia bianca e foulard rosso che accompagna un pullover scuro. Il tutto montato su un bel paio di Asics blu e bianche. Un mix forse più adatto alle temperature di Campo Imperatore che al caldo di una mattinata ancora estiva sulle strade del capoluogo.

Nel giorno dell’ultima replica di “Operazione Quercia”, il regista romano Pier Francesco Pingitore si presenta così alla redazione aquilana del Centro, in viale Corrado IV. Curiosità e sguardo da ex capocronista, come è stato a Lo Specchio, settimanale di politica e costume, dopo aver lavorato anche a La Cronaca italiana. Continua a leggere

Prof con la valigia, in Abruzzo la partita è per 1.925 docenti in Gae

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Una vera notte bianca, quella tra il 1° e il 2 settembre per 1.925 docenti abruzzesi che fanno parte delle Graduatorie ad esaurimento. Tanti sono quelli che hanno presentato domanda di partecipazione alle fasi nazionali del piano di assunzione straordinario, colonna portante della Buona scuola. Una buona fetta degli oltre 5mila precari abruzzesi in lizza per la stabilizzazione. Stando a quanto annunciato dal ministero attraverso gli Uffici scolastici regionali e provinciali, nella notte tra martedì e mercoledì potrebbe arrivare per molti di loro la fatidica proposta di assunzione nella loro classe di concorso. Dove? E’ veramente difficile dirlo. Inoltrando la domanda attraverso la piattaforma di Istanze Online, ciascuno dei 1.925 insegnanti ha implicitamente accettato di venire trasferito in una qualsiasi delle province d’Italia. La parte centrale della domanda prevede solo la possibilità di indicare una preferenza (da 1 a 100). In altre parole, si può indicare la propria provincia e anche tutte quelle più vicine o comode, ma nulla impedisce al meccanismo di assegnazione di assegnare il docente anche a centinaia di chilometri di distanza. Continua a leggere

Un giorno sul Gran Sasso, tra code e sgomitate, scenari mozzafiato e pericolo caduta massi

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Pensi di uscire in montagna per stare un po’ da solo, e invece ti ritrovi a fare a gomitate sui sentieri. Basta una bella domenica d’agosto a trasformare i percorsi che da Campo Imperatore conducono alla Vetta Occidentale in una specie di villaggio vacanze. Te ne accorgi quando arrivi davanti all’hotel e sei costretto a farti strada tra quad, mountain bike, bancarelle, mucche, cavalli, Harley Davidson e comitive di escursionisti di ogni tipo, anche di quelli che ai bastoni per il trekking preferiscono i bastoni per i selfie. Tutto questo, a ridosso della vetta, si trasforma in un formicaio di persone che sbucano da un versante o dall’altro del Corno Grande.

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Chiude la Porta Santa aspettando il Giubileo

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L’AQUILA. La Porta Santa chiude a ridosso delle 20, ma l’accesso ai fedeli viene precluso una decina di minuti prima, lasciando qualcuno fuori a dover rimandare l’appuntamento con l’indulgenza. «È per questo che il buon Celestino chiedeva di lasciarla aperta per otto giorni», ricorda Floro Panti a due passi dal sagrato. Ma chi non ce l’ha fatta non dovrà aspettare molto: per dirla con le parole dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, la 721esima Perdonanza al giubileo della Misericordia, al via l’8 dicembre, c’è un ponte i cui pilastri sono quelli di Celestino e Papa Francesco. L’arcivescovo sa di parlare ai fedeli di una città stanca e ferita che ha appena vissuto una delle sue settimane più controverse di questi anni del post-sisma. Continua a leggere

L’Aquila, lo sfogo dei comitati: vogliono vietarci di manifestare

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Mobilitazioni come quella in occasione della visita di Renzi dimostrano che i territori abruzzesi possono lottare insieme: non ci si salva da soli e le vertenze vanno unite perché riguardano l’intera comunità e sono tutte collegate alla sua salvaguardia». A mente fredda, qualche giorno dopo le tensioni di martedì 25 agosto, alcuni dei comitati spontanei presenti hanno voluto fare il punto su quanto accaduto per prendere le distanze da «una narrazione che non rispecchia le vere istanze a di chi era in piazza a manifestare legittimamente e senza ricorrere alla violenza, scaturita più che altro da una gestione dilettantesca dell’ordine pubblico in cui ci si è preoccupati solo di evitare che il premier venisse fischiato in pubblico». Continua a leggere

Renzi all’Aquila, scontri e cariche della polizia: 4 feriti e polemiche

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Cortei non autorizzati, lanci di sanpietrini, uova e transenne, cariche della polizia. Scontri all’Aquila per la visita di Matteo Renzi, la prima in Abruzzo da quando è primo ministro. Il premier è arrivato all’Aquila intorno alle 17,30 ma il primo appuntamento in programma nella nuova sede del Comune è saltato per gli scontri. Tre manifestanti e una poliziotta sono rimasti feriti negli scontri in piazza San Bernardino e nei pressi del Gran Sasso Institute. Il governo ha smentito il cancellamento della tappa, sostenendo che era in programma solo la visita al Gran Sasso Institute, resta il fatto che le autorità lo hanno atteso a lungo sotto palazzo Fibbioni sede dove ci sarebbe dovuta essere la tappa “fantasma”.
La protesta nelle strade dell’Aquila. In piazza sono scesi il comitato 3 e 32, attivo per la ricostruzione del capoluogo, i comitati contro la petrolizzazione, che protestano contro il nuovo insediamento Ombrina Mare 2 nella costa teatina, e i rappresentanti del mondo della scuola contestano la riforma varata dal governo. Ma anche altre associazioni e persino i tifosi del Teramo calcio che protestano per la serie B considerata “scippata”.

Renzi all’Aquila, ecco i perché della protesta Continua a leggere

Arde la fiaccola di Celestino, al via la Perdonanza 2015 all’Aquila

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La fiaccola che appare e scompare tra i puntellamenti della scuola De Amicis. I tredici gradini della scalinata del sagrato di San Bernardino la cui facciata viene baciata dalle luci. I passi sicuri di Samuel e Idrizz concludono un viaggio di quasi una settimana, dal Monte Morrone. I tamburi dei gruppi storici a scandire i tempi. Il volto sfinito di Floro Panti, anima del Movimento celestiniano che, dopo aver annunciato al megafono il messaggio di Celestino per tutti i piccoli comuni che hanno visto passare la fiaccola, si mette in testa al corteo ad assicurarsi che il cammino dei tedofori non incontri ostacoli. Compito, del resto, a cui anche quest’anno pensano i volontari della Protezione civile. Il buio e il silenzio. Gli occhi della piazza sono tutti per Samuel e Idrizz, il primo, musulmano, originario della Nigeria; il secondo, cristiano, originario del Ghana. Dalle loro mani, la fiaccola passa in quelle del sindaco Massimo Cialente, per il via ufficiale della Perdonanza celestiniana con l’accensione del tripode. Continua a leggere