La Mano nel cappello, uno sguardo oltre i mulini al vento

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«Vossignoria non muoia signor mio, pigli il mio consiglio, badi a vivere, ché non può fare l’uomo peggiore bestialità in questa vita del lasciarsi morire così alla babbalà, senzaché nessuno lo ammazzi né altre mani lo finiscano fuorché quelle della malinconia».

Le parole di Sancho Panza rivolte a un don Chisciotte in punto di morte, rivelano forse quello che è il senso di un libro che continua ancora oggi a ispirare progetti creativi. Uno di questi è “La mano nel cappello”, il film realizzato all’interno della Comunità per disabili XXIV luglio. Continua a leggere

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C’è un viaggio , il viaggio che tutti abbiamo nella mente, il viaggio della nostra vita quello a cui affidiamo il nostro cambiamento, il nostro futuro. C’é il viaggio che abbiamo nel cuore a cui affidiamo la nostra felicità . C’è un viaggio che non tutti sono disposti a fare per paura o perché si preferisce ingannarsi con l’idea del ” un giorno partirò vedrete”.
C’è un viaggio che è una sfida ma non tutti sono eroi , perché è sempre più semplice tradire il proprio cuore che non seguirne i battiti. 

Ci sono lettere che raccontano viaggi, le trovi nelle bottiglie lasciate a gallegiare o semplicemente su un comodino con tutte le istruzioni sul ” se non dovessi tornare…” .
Solo una cosa rende il viaggio reale ed è l’arrivo.

Ma più triste del non arrivare c’è solo il non partire. (Marco D’Antonio)

” Voglio che tu mi ricordi, non mi dimenticare, amor mio…Voglio che tu non ti dimentichi di Salem, amore.. ti amo”
Trovato nella tasca di Salem, 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo

Pescara, focus all’ex Aurum sulle nuove schiavitù, tra prostituzione e accattonaggio

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Come raccontare le nuove schiavitù con un linguaggio giornalistico efficace e capace di sensibilizzare le persone verso temi complessi come la prostituzione, l’accattonaggio, lo sfruttamento del lavoro minorile e tanti altri tipi di prevaricazioni? Ci ha provato ieri l’associazione KirmiziLab di Pescara invitando a confrontarsi, in particolare su prostituzione e accattonaggio ossia due delle forme di sfruttamento più diffuse in Abruzzo, esperti del settore e giornalisti: è spetatto a loro il compito di raccontare la nuova tratta degli esseri umani in questi due fenomeni e lo hanno fatto attraverso web-inchieste, servizi di carta stampata, reportage fotografici e approfondimenti giornalistici.

Il dibattito è stato patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara: dopo i saluti dell’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, ci sono stati gli interventi di Antonello Salvatore (dell’associazione On The Road), e dei giornalisti autori di inchieste e reportage sul tema.

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Studio practice in my home town L’Aquila

Rec studio

Music: Lucia Martinez

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Mobilità, assegni non pagati: l’odissea di tante famiglie abruzzesi

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Un lavoro perso e poche speranze di «riciclarsi» in un’area già depressa prima del sisma. Due figli da aiutare a decollare, cercando di continuare a farlo col sorriso stampato sulle labbra, sempre e nonostante tutto. Senza un soldo in tasca a pochi giorni dal Natale. La storia di Flavio Cinque, dipendente dell’Atam fino al 6 aprile 2009, non è tanto diversa da quella di migliaia di altre persone che hanno perso il lavoro, all’Aquila e in Abruzzo, con 6-7 mensilità arretrate ancora da incassare, perché l’Inps procede con calma, e la certezza che il trattamento di mobilità in deroga si interromperà bruscamente una volta liquidate le spettanze estive. Di recente, il sindacalista della Flai-Cgil Luigi Fiammata ha fatto il punto della situazione di questo ammortizzatore sociale. Continua a leggere

Il mio nuovo lavoro

pubblicata da Luigi Fiammata 
 

Stanotte proprio non si dorme.

Mi alzo dal letto, e guardo la mia faccia nello specchio del bagno. Faccio correre l’acqua fredda. E riempio il lavandino. Quando l’acqua è quasi sull’orlo, ci infilo dentro la testa, trattenendo il respiro. E sento il freddo che mi apre la pelle, e cancella il cuscino. Resisto il più possibile, e poi mi rialzo. L’acqua mi cola lungo il collo e nelle orecchie. Riapro gli occhi. Libero il respiro. E mi asciugo lentamente.

Il tempo di un paio di jeans, un maglione a collo alto e gli anfibi. Raccolgo le chiavi dell’auto e esco. Non posso dire di aver sognato. Però ho una nebbia intorno agli angoli della bocca, come parole che non ho avuto il coraggio di dire. E mentre guardo la strada che ridiventa buia dopo il passaggio dei fari, cominciano a riemergere, i pensieri, sotto l’ombra dei lampioni accesi.

 Nel portafoglio ho gli ultimi cinquanta euro. Sopravvissuti al cibo e alle bollette. Il riscaldamento l’ho spento due mesi fa, e il gas lo uso solo per cucinare e lavarmi con l’acqua calda. Risparmio energetico lo posso chiamare. Condivido l’appartamento con uno che mi sopporta, forse perché non c’è mai, e perché continuo a pagare la mia quota d’affitto con i soldi della pensione di papà. Mi brucia dentro.  Mi devo far bastare tutto con i  quasi seicento euro mensili dell’indennità di disoccupazione. Che sta finendo. Ricordo dell’ultimo lavoro vero ormai quasi sette mesi fa. Magazziniere al deposito di frutta e verdura. Continua a leggere

Vagli a spiegare del 6 aprile

(di Chiappanuvoli)

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Vaglielo a spiegare che non siamo più gli stessi di prima! Per quanto ci si sforzi di ignorare, per quanto ci si sforzi di tornare a vivere, a scherzare, a bersi una birretta a Viale della Croce Rossa, non siamo più gli stessi di prima. Vaglielo a spiegare che la tua visione della vita non è più come la loro visione della vita. Vagli a spiegare che la nostra scala dei valori si è rivoluzionata! Vaglielo a spiegare che tu hai tremato con la terra e con essa ha tremato tutta la tua esistenza e con essa tutto ciò che credevi reale! Vaglielo a spiegare che non ci sono state tappe intermedie, che non hai avuto tempo di capire, di metabolizzare, come può un medico o un becchino. Tu la morte te la sei ritrovata dentro casa, l’hai respirata con la polvere e col sangue nel tuo letto. Vaglielo a spiegare che le cazzate che ti dicono già non hanno più effetto su di te, che ti scivolano addosso, come il tuo dolore scivola addosso ai politici! Vaglielo a spiegare cosa significa ritrovarsi con 309 fratelli in meno. Vagli a spiegare che significa averne 69691 in più! Vagli a spiegare che significa ritrovarsi senza una casa, un tetto, senza una città, una storia ed un futuro! Vaglielo a spiegare che significa essere Aquilano oggi, spiegagli che significa essere Aquilano il 6 Aprile!

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