Arde la fiaccola di Celestino, al via la Perdonanza 2015 all’Aquila

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La fiaccola che appare e scompare tra i puntellamenti della scuola De Amicis. I tredici gradini della scalinata del sagrato di San Bernardino la cui facciata viene baciata dalle luci. I passi sicuri di Samuel e Idrizz concludono un viaggio di quasi una settimana, dal Monte Morrone. I tamburi dei gruppi storici a scandire i tempi. Il volto sfinito di Floro Panti, anima del Movimento celestiniano che, dopo aver annunciato al megafono il messaggio di Celestino per tutti i piccoli comuni che hanno visto passare la fiaccola, si mette in testa al corteo ad assicurarsi che il cammino dei tedofori non incontri ostacoli. Compito, del resto, a cui anche quest’anno pensano i volontari della Protezione civile. Il buio e il silenzio. Gli occhi della piazza sono tutti per Samuel e Idrizz, il primo, musulmano, originario della Nigeria; il secondo, cristiano, originario del Ghana. Dalle loro mani, la fiaccola passa in quelle del sindaco Massimo Cialente, per il via ufficiale della Perdonanza celestiniana con l’accensione del tripode. Continua a leggere

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Sport e memoria, ecco il nuovo skatepark dell’Aquila

Cappello bianco, t-shirt di ordinanza, Cody Lockwood si affaccia timidamente sul nuovo skatepark nel giorno dell’inaugurazione. Avrebbe tutto il diritto di solcare la scena: non è solamente uno skater di fama internazionale, ma è arrivato da quel di Portland (Oregon) ben cinque settimane fa mettendo a disposizione le proprie competenze per la realizzazione finale dell’impianto, insieme a Daniele Lamanna e Paolo Coppini. «Quella di oggi è la festa di un’intera comunità», spiega, «che scopre un modo nuovo, alternativo per fare aggregazione. È la festa di una città che rinasce anche da qui». Un momento importante per tutti, dal gruppo ultras dei Red Blue Eagles, che ha portato a termine il progetto raccogliendo fondi provenienti dalla solidarietà di moltissime Curve italiane, alla Onlus “San Gregorio Rinasce”. «Hanno vinto gli ultras», dice qualcuno dal palco, «molti non sanno quello che facciamo per la nostra città e per i nostri ragazzi fuori dallo stadio». Una festa per piazza d’Armi che, a sei anni dal sisma, ha inaugurato un altro pezzo di parco urbano.

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Papi arriva dal Senegal: stivali e t-shirt porta i soldi a casa all’alba di ogni giorno

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Si fa chiamare Papi, perché il suo nome sarebbe troppo complicato da dire e da scrivere da queste parti. «Mica vorrai vedere i documenti?», chiede sorridendo a chi vuole saperne di più. Il pizzetto lo fa assomigliare a Ben Harper, ma la pelle è più scura. Trentasei anni da compiere, Papi ha lasciato il Senegal cinque anni fa ed è arrivato in aereo a Roma, lavorando quasi sempre da queste parti, poi con il progetto del mercato ittico a Montesilvano. Un insediamento dei pescatori che arriva a margine di oltre vent’anni di battaglie politiche e legali. Così Papi si ritrova sulla spiaggia al mattino, a battere le reti col martello fino a quando ce n’è. Gli stivali sono un tutt’uno con la sua salopette verde che sovrasta una t- shirt gialla. Continua a leggere

Schiavi perché clandestini: così nasce il caso Fucino

PIETRO GUIDA - Fucino

Gli invisibili delle campagne del Fucino non hanno nome e per questo spesso non possono essere aiutati. È questo ciò che è emerso dalla tavola rotonda “Lavoro dignitoso per un’agricoltura di eccellenza” organizzata nell’ambito della due giorni della Flai-Cgil.

All’incontro, al quale hanno preso parte numerosi braccianti, gli esponenti del mondo sindacale e degli istituti di previdenza hanno evidenziato come il fenomeno del caporalato è particolarmente accentuato nel Fucino perché ci sono diversi immigrati non in regola con il permesso di soggiorno che di conseguenza non possono denunciare. Gianni Di Cesare, della Cgil Abruzzo, ha sottolineato come la presenza del sindacato è fondamentale in questi casi per spronare i giovani lavoratori a denunciare. Secondo i dati dell’osservatorio Placido Rizzotto, infatti, una buona parte dei braccianti del Fucino guadagnano in media 2euro e 50 l’ora e lavorano fino a 14 ore al giorno. Continua a leggere

#Ijf15 il web che prende forma a Perugia

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Agricoltura, immigrati e tensione sociale: l’oro del Fucino pagato con sfruttamento e caporalato

fucino 1_07e3ead2484cf5f55dce6a14b4f14755di Marcello Pagliaroli* – Retate delle forze dell’ordine, scontri tra immigrati, tensione con i residenti. Cosa succede nei campi e nei paesi del Fucino, dove la forza del settore agricolo si regge anche sulle spalle e le gambe di migliaia di immigrati? Su tutto ciò dice la sua un sindacalista che questi problemi li affronta giornalmente sul territorio, Marcello Pagliaroli, segretario generale della Flai aquilana, che tuttavia inizia il suo intervento con alcuni richiami da bollino rosso che dovrebbero far suonare molti campanelli d’allarme. Di seguito l’intervento del sindacalista.

LA MIA NOTTE COI DANNATI DEL FUCINO

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L’Aquila, l’odissea di una coppia per il diritto all’assistenza sanitaria

wordle-public-healthHa assistito per quasi vent’anni sua moglie Ivana resa disabile da un cavillo burocratico che a suo tempo pregiudicò l’accesso a un farmaco che avrebbe rallentato o addirittura bloccato la progressione della sclerosi multipla. Ora, è lui ad aver bisogno di assistenza in quanto a breve dovrà affrontare all’Aquila una delicata operazione per la rimozione di un tumore. Ma Eugenio Mascaretti, che per molto tempo ha trascurato il suo lavoro alle Poste per stare vicino alla donna – fino a restare esodato e senza pensione – sa bene che non potrà affrontare il suo intervento con la giusta serenità se prima non riesce a garantire alla moglie un’adeguata assistenza, in un momento in cui i tagli alla spesa sanitaria e ai servizi sociali riducono le possibilità. Continua a leggere