Quando Duke Ellington spalancò le porte della cattedrale di San Francisco

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Faticò a lungo Duke Ellington a realizzare uno dei suoi sogni di artista, quello di suonare un concerto sotto le ampie volte della cattedrale della Grazia di San Francisco. Un progetto ostacolato dagli ambienti religiosi più conservatori che, pur non obiettando in linea di principio sul fatto che il jazz possa servire ad avvicinare a Dio come gli altri tipi di musica, in realtà lo contrastarono nei fatti ritenendo che quei suoni e soprattutto quei ritmi sensuali non fossero adatti a un luogo di culto. Cocciuto, come tanti lo ricordano, Duke Ellington non si arrese fino a quanto non strappò il nulla osta per suonare in una chiesa. E le porte della cattedrale si spalancarono, guarda caso, il 6 settembre del 1965. Oggi, 6 settembre dell’Anno Domini 2015, a cinquant’anni esatti da quel concerto, la Curia aquilana si appresta a riaprire alla maratona jazz le due basiliche di San Bernardino e San Giuseppe Artigiano, inizialmente precluse ai concerti in quanto giudicato fuori luogo suonare musica diversa da quella sacra o, dalla classica, davanti all’altare. Continua a leggere

Sul palco con gli Even Flow, aspettando il jazz

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Una Wishlist e una Rockin’ in the free world sotto un cielo di fine estate. Mentre L’Aquila riempie i suoi spazi musica con la musica dal vivo. Ma attenzione, il tutto deve finire rigorosamente entro le 23.30. Non c’è tempo per aspettare che Cenerentola rientri, complice un’ordinanza di stop alla musica firmata per salvaguardare la tranquillità dei quattro residenti del centro storico e del dirigente che l’ha firmata. Il tutto per ricordarci che il 67100 appartiene all’Aquila e non a Seattle. Questa era piazza Chiarino l’altra sera, questi erano gli Even Flow, tribute band dei Pearl Jam. (foto Marco Esposito) Continua a leggere

Pingitore ex cronista: da lì ho imparato cosa è essenziale

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Cappello di paglia, giubbino di pelle, camicia bianca e foulard rosso che accompagna un pullover scuro. Il tutto montato su un bel paio di Asics blu e bianche. Un mix forse più adatto alle temperature di Campo Imperatore che al caldo di una mattinata ancora estiva sulle strade del capoluogo.

Nel giorno dell’ultima replica di “Operazione Quercia”, il regista romano Pier Francesco Pingitore si presenta così alla redazione aquilana del Centro, in viale Corrado IV. Curiosità e sguardo da ex capocronista, come è stato a Lo Specchio, settimanale di politica e costume, dopo aver lavorato anche a La Cronaca italiana. Continua a leggere

Chiude la Porta Santa aspettando il Giubileo

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L’AQUILA. La Porta Santa chiude a ridosso delle 20, ma l’accesso ai fedeli viene precluso una decina di minuti prima, lasciando qualcuno fuori a dover rimandare l’appuntamento con l’indulgenza. «È per questo che il buon Celestino chiedeva di lasciarla aperta per otto giorni», ricorda Floro Panti a due passi dal sagrato. Ma chi non ce l’ha fatta non dovrà aspettare molto: per dirla con le parole dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, la 721esima Perdonanza al giubileo della Misericordia, al via l’8 dicembre, c’è un ponte i cui pilastri sono quelli di Celestino e Papa Francesco. L’arcivescovo sa di parlare ai fedeli di una città stanca e ferita che ha appena vissuto una delle sue settimane più controverse di questi anni del post-sisma. Continua a leggere

Renzi all’Aquila, scontri e cariche della polizia: 4 feriti e polemiche

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Cortei non autorizzati, lanci di sanpietrini, uova e transenne, cariche della polizia. Scontri all’Aquila per la visita di Matteo Renzi, la prima in Abruzzo da quando è primo ministro. Il premier è arrivato all’Aquila intorno alle 17,30 ma il primo appuntamento in programma nella nuova sede del Comune è saltato per gli scontri. Tre manifestanti e una poliziotta sono rimasti feriti negli scontri in piazza San Bernardino e nei pressi del Gran Sasso Institute. Il governo ha smentito il cancellamento della tappa, sostenendo che era in programma solo la visita al Gran Sasso Institute, resta il fatto che le autorità lo hanno atteso a lungo sotto palazzo Fibbioni sede dove ci sarebbe dovuta essere la tappa “fantasma”.
La protesta nelle strade dell’Aquila. In piazza sono scesi il comitato 3 e 32, attivo per la ricostruzione del capoluogo, i comitati contro la petrolizzazione, che protestano contro il nuovo insediamento Ombrina Mare 2 nella costa teatina, e i rappresentanti del mondo della scuola contestano la riforma varata dal governo. Ma anche altre associazioni e persino i tifosi del Teramo calcio che protestano per la serie B considerata “scippata”.

Renzi all’Aquila, ecco i perché della protesta Continua a leggere

Arde la fiaccola di Celestino, al via la Perdonanza 2015 all’Aquila

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La fiaccola che appare e scompare tra i puntellamenti della scuola De Amicis. I tredici gradini della scalinata del sagrato di San Bernardino la cui facciata viene baciata dalle luci. I passi sicuri di Samuel e Idrizz concludono un viaggio di quasi una settimana, dal Monte Morrone. I tamburi dei gruppi storici a scandire i tempi. Il volto sfinito di Floro Panti, anima del Movimento celestiniano che, dopo aver annunciato al megafono il messaggio di Celestino per tutti i piccoli comuni che hanno visto passare la fiaccola, si mette in testa al corteo ad assicurarsi che il cammino dei tedofori non incontri ostacoli. Compito, del resto, a cui anche quest’anno pensano i volontari della Protezione civile. Il buio e il silenzio. Gli occhi della piazza sono tutti per Samuel e Idrizz, il primo, musulmano, originario della Nigeria; il secondo, cristiano, originario del Ghana. Dalle loro mani, la fiaccola passa in quelle del sindaco Massimo Cialente, per il via ufficiale della Perdonanza celestiniana con l’accensione del tripode. Continua a leggere

Il fuoco di Celestino nelle mani di un cristiano e di un musulmano

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Samuel e Idrizz. Il primo originario della Nigeria, l’altro emigrato dal Ghana. Domenica scorteranno insieme il sacro Fuoco del Morrone per l’accensione del tripode in piazza San Bernardino. Sono due giovani ospiti delle strutture del Movimento celestiniano, arrivati all’Aquila dopo aver affrontato terribili prove, dal deserto al mare, e aver visto molti compagni di viaggio cadere al loro fianco. Nelle loro mani non c’è solo la fiaccola in ricordo del viaggio con il quale frate Pietro partì il 5 luglio 1294, in sella a un asino, dal suo eremo sulla Maiella, per raggiungere L’Aquila e diventare Papa. Nelle loro mani c’è il messaggio che anima la 721ª edizione della Perdonanza celestiniana, un’edizione promossa nel segno dell’integrazione. Samuel è cristiano, Idrizz è musulmano, ma insieme condividono lo stesso tratto di strada, e in parte lo stesso destino. Continua a leggere