Jazz italiano per L’Aquila: 99 concerti più uno

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Sgombriamo il campo da equivoci. Chi si aspetta di venire all’Aquila e trovare un parterre di ospiti internazionali rimarrà probabilmente deluso. Qui non parliamo di festival che sfruttano nomi dello star system dal cachet improponibile che magari col jazz hanno poco a che vedere. È pur vero che da tempo circolano leggende metropolitane in merito alla presenza di Woody Allen tra le strade del capoluogo armato di clarinetto. Ma il punto non è questo. A differenza di Umbria Jazz, Verona Jazz o di Pescara jazz, la maratona che verrà messa in campo domenica è una vetrina dell’eccellenza del jazz italiano. Un’eccellenza che sceglie di mettersi a servizio dell’Aquila in un evento che non ha precedenti, non solo tra gli annali di questo genere, ma anche tra le pagine della storia della musica italiana.

I grandi nomi ci sono tutti, da Enrico Rava a Danilo Rea, passando per Enrico Pierannunzi, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi, Rita Marcotulli, senza dimenticare Gino Paoli, voce prestata al jazz ormai da tempo e, naturalmente, Paolo Fresu, che è anche direttore artistico della kermesse.Ma il cartellone di “Jazz italiano per L’Aquila” è fatto di solisti, piccole e grandi band, orchestre e combos delle scuole, con tanti studenti e musicisti in erba. E il nome di ciascuno dei 587 jazzisti è scritto democraticamente allo stesso modo sul programma.

Il conto alla rovescia sta per finire: quarantotto ore ci separano da questa maratona: una no stop dalle 12 alle 24, con ben 18 postazioni tra il centro storico e la Fontana delle 99 Cannelle. «Inonderemo di jazz la città dalla mattina alla sera», ha spiegato Fresu, «in una grande maratona con una ventina di palcoscenici in tutta la città. Utilizzeremo le chiese, le basiliche, i balconi, le finestre. Metteremo i musicisti dappertutto e ci sarà un palco dedicato ai bambini, uno alle orchestre e uno ai conservatori».

Un’idea che è partita dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, che già lo scorso anno aveva contribuito a regalare all’Aquila l’anteprima del Ferrara Busker’s festival, come antipasto di Perdonanza. «Ringrazio i tanti musicisti che quest’anno hanno deciso di portare la musica jazz nel centro dell’Aquila», ha avuto modo di dire Franceschini, «continuando a tenere accesi i riflettori su di una città che da sei anni attende il recupero del proprio centro storico duramente colpito dal sisma».

«Un evento unico, come il luogo destinato ad ospitarlo», commenta il sindaco Massimo Cialente, «il centro storico dell’Aquila con le sue ferite e le sue gru, dove la vita sta tornando ad imporsi, con nuovi, inattesi entusiasmi. Cortili, balconi, piazze, strade, palazzi. Cantieri. Ovunque, il cuore della città, batterà al ritmo del jazz e sarà indimenticabile. Questo fermento, la voglia di fare, di andare avanti con i denti stretti, questa esigenza di respirare un’aria normale, ecco tutto questo per noi è il sintomo della forza e del coraggio con i quali stiamo affrontando la ricostruzione delle nostre case e della nostra identità. La maratona del jazz sarà una prova molto stimolante per la nostra città che, ne sono certo, accoglierà gli artisti ed i visitatori, mostrando a tutti, col sorriso, di sapersi ancora emozionare».

Autrice e cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana, Ada Montellanico, si prepara a calcare la scena aquilana, alla guida dell’associazione Midj, musicisti italiani di jazz. «Per tutti noi è un’importante iniziativa di solidarietà», spiega, «di grande stimolo per musicisti e band. Tutti noi veniamo all’Aquila gratuitamente e lo facciamo spinti da motivazioni forti. Del resto, la maratona rappresenta anche un’occasione per dare al jazz, e al jazz italiano in particolare, quel valore che ha. Anche a livello di riconoscimenti in un Paese che esalta la musica classica e la lirica. Un problema culturale, un problema di identità». Una kermesse che si apre anche all’Europa. Gli organizzatori hanno invitato all’Aquila delegazioni dell’European jazz network, allo scopo di dare visibilità internazionale all’evento anche in vista di una ipotetica nuova edizione.

Ma adesso largo alla musica: l’attesa è tanta, mentre tutte le postazioni vengono allestite.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro

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