Distretto aerospaziale all’Aquila, un sogno realizzabile

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Concepire una strategia territoriale comune per sfruttare al meglio il patrimonio tecnico e scientifico del nostro Paese nel settore spaziale. Una sfida che passa attraverso un percorso volto far emergere tutte le potenzialità economiche (dirette e indirette) legate alla presenza nell’Abruzzo aquilano di importanti realtà dell’Industria aerospaziale (Thales, Selex, Telespazio). Si è parlato di questo nell’ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, di Startup Meetup, un incontro – ospitato al coworking Strange Office di via Roma – finalizzato alla creazione di un Distretto aerospaziale della provincia dell’Aquila (Dapa). Un primo tentativo di delineare l’ipotesi di una cabina di regia pubblico-privata per meglio definire e potenziare le strategie di crescita e di sviluppo locale. A fare gli onori di casa Salvatore Santangelo e Riccardo Cicerone, in un confronto – moderato da Luca Bergamotto – che ha visto la partecipazione di rappresentanti territoriali, dal vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. Nella parte introduttiva è intervenuto anche Rodolfo De Laurentiis (Confindustria Radio-televisioni), che ha parlato del ruolo delle start up all’interno dei progetti di innovazione legati allo spazio. La partita dell’innovazione è stata inquadrata anche all’interno dei percorsi accademici degli atenei dell’Aquila (presente Fabio Graziosi) e Roma (in sala il prorettore della Sapienza Teodoro Valente).

Prezioso il contributo del medico Mariano Bizzarri (past-president del comitato scientifico dell’Asi), protagonista di alcune sessioni sperimentali nell’ambito della missione Rosetta di Samantha Cristoforetti. «Trovo scandaloso» ha detto in maniera provocatoria «che in Italia ci si ricordi che siamo nello spazio solo perché c’è Astro-Samantha. Il nostro Paese occupa i primi posti a livello internazionale e questo grazie agli sforzi condotti sin dagli anni Sessanta dai nostri ricercatori. Si pensi a Luigi Broglio e alla base spaziale italiana in Kenia, realizzata con dei materiali che gli Usa avrebbero altrimenti scartati. Questo esempio», ha aggiunto, «è volto a rimarcare la creatività degli italiani, in un momento in cui le grandi multinazionali affidano le strategie di innovazione agli startupper. Se crediamo in questo, creiamo una cabina di regiaa sostegno di giovani che hanno idee».

Si è parlato anche di distretti economici a sostegno delle imprese con Alberto Manelli dell’università politecniche delle Marche. Promotori dell’iniziativa: L’Aquila che Rinasce, Digital Borgo, Strange Office e Geopolitica.info.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro

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