Tortoreto, scontro tra due aerei acrobatici: morto un pilota

imageDue aerei che si stavano esibendo prima delle Frecce Tricolori, spettacolo previsto ad Alba Adriatica alle 17, si sono scontrati nel cielo di Tortoreto precipitando in mare. Si tratta di due velivoli monoposto a elica. Un pilota ha effettuato l’ammaraggio e si è salvato. L’uomo – Luigi Wilmo Franceschetti, 43 anni di Brescia – è stato trasferito all’ospedale di Teramo con un’ambulanza della Protezione civile ed era cosciente. L’altro – Marco Ricci, 47 anni di Siena, leader del team di velivoli acrobatici che si stava esibendo – è stato avvistato poco dopo, morto, inabissato con il suo aereo capovolto. Il suo corpo è stato recuperato tre ore dopo dai sommozzatori dei vigili del fuoco.
Il superstite. «Mi è entrato dentro». Queste le prime parole del pilota che si è salvato dopo uno scontro in volo sui cieli di Tortoreto. Luigi Wilmo Franceschetti, 43 anni di Brescia, è riuscito ad ammarare quasi sulla riva. È stato recuperato dai bagnanti ai quali ha lasciato la prima testimonianza. Ora è in ospedale a Teramo per gli accertamenti. In quel momento stava procedendo a una figura chiamata “volo a specchio” (un mezzo in assetto normale e uno rovesciato sotto) con la vittima, Marco Ricci.

Il giorno dopo lo scontro mortale nel cielo di Tortoreto Luigi Wilmo Franceschetti, il pilota sopravvissuto e indagato per disastro aviatorio ed omicidio colposo, ha preferito non parlare con gli investigatori, che dopo avergli notificato l’avviso di garanzia e tutti gli atti relativi all’inchiesta appena aperta gli avevano chiesto se la sentiva di fornire una prima ricostruzione dell’accaduto. L’uomo, molto provato dalla vicenda e dalla morte del collega, sarà adesso ascoltato nei prossimi giorni alla presenza del suo legale e già nelle prossime ore potrebbe decidere di nominare un consulente sia per gli accertamenti tecnici irripetibili sui due velivoli coinvolti nell’incidente sia per l’autopsia sul corpo di Marco Ricci, fissata per mercoledì.

Autopsia che verrà effettuata non più a Giulianova ma a Teramo, dove il corpo della vittima è stato trasportato nella nottata di ieri a causa del mancato funzionamento delle celle frigorifere del nosocomio giuliese, e che dovrà chiarire la causa della morte del quarantasettenne di Siena. Dai primi rilievi sembrerebbe che la vittima sia morta per annegamento, ma solo l’esame autoptico potrà confermarlo.

Sulla vicenda, intanto, è stata aperta un’inchiesta parallela dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, con la Procura che nelle prossime ore nominerà un proprio consulente per gli accertamenti irripetibili che saranno effettuati sui due velivoli. Ancora in corso il recupero del mezzo su cui si trovava il pilota sopravvissuto, ammarato a due metri dalla riva e che rischierebbe di spezzarsi.

Intanto il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha già disposto l’acquisizione di tutta una serie di documenti relativi ai due mezzi, all’organizzazione dell’evento e ai due piloti, anche per verificare l’esistenza di eventuali problemi di salute che potrebbero aver concorso alla tragedia, così come sono stati acquisiti numerosi filmati mentre si è in attesa di recuperare quelli delle microcamere installate sui due velivoli. In queste ore, infine, gli investigatori hanno ascoltato e stanno ascoltando tutta una serie di persone, a cominciare dai responsabili dell’organizzazione dell’evento.

Il testimone. «Stavamo passeggiando sul lungomare di Tortoreto, abbiamo visto i due aerei volare a bassa quota e non molto velocemente. Quando si sono scontrati abbiamo sentito il botto e in pochi secondi sono caduti in mare, a poca distanza dalla spiaggia. C’è mancato veramente poco alla strage, la spiaggia era piena di gente in quel momento». È il racconto di Marco Valenti, che sta trascorrendo alcuni giorni di relax con la famiglia a Tortoreto. «C’è da dire – osserva – che i soccorsi sono arrivati istantaneamente, sia via mare sia via terra».

I piloti. Entrambi i piloti facevano parte del team “Quei bravi ragazzi” di Sassuolo, squadra sportiva dilettantistica di Sassuolo (Modena). La squadra è composta, secondo quanto si apprende dal sito ufficiale http://www.qbrteam.it, da Marco Ricci (la vittima), Dimitri Paolacci, Ignazio Ingenito, Luigi Wilmo Franceschetti (il ferito) e Marco Grilli (riserva). Sulla pagina Facebook del team cominciano ad apparire messaggi attoniti e sconcertati di amici e fan dei componenti del gruppo.

 La pattuglia in volo prima dello spettacolo delle Frecce Tricolore era composta da 4 velivoli che si sono divisi a coppie per fare un numero a volo rovesciato. Quando si sono rigirati per riprendere la posizione due si sono toccati con l’ala. Quello del caposquadra ha avuto l’ala spezzata ed è precipitato a picco in acqua, mentre quello di L.S. è riuscito a planare e si è fermato, ammarando, poco distante della riva all’ altezza dello chalet Copacabana a Tortoreto.

Il figlio del pilota.  Marco Ricci lascia un figlio di 16 anni che, secondo quanto si è appreso, era andato con il padre in Abruzzo e da terra avrebbe assistito alla tragedia. Anche il ragazzo è un appassionato di volo. Ricci con il figlio sarebbe partito ieri a bordo del velivolo dalla pista senese di Mensanello, già tristemente nota per l’incidente aereo del settembre scorso in cui perse la vita il proprietario della pista stessa, nonché amico di Marco Ricci. Il pilota morto era titolare di un bar e di una trattoria in città, a poca distanza da piazza del Campo, a Siena.

L’ammaraggio. Come dimostra il video, anche la carlinga del pilota ammarato era capovolta e sommersa dall’acqua: grazie a diversi bagnanti che si sono precipitati a sollevare l’aereo di un lato, l’uomo è stato salvato e poi soccorso da 118  e protezione civile. L’esibizione delle Frecce Tricolori è stata annullata.  Ad Alba Adriatica, dove la folla era in attesa dell’esibizione delle Frecce Tricolori, nessuno si è accorto di quanto accaduto a pochi chilometri, sopra al mare di Tortoreto (Teramo). Soltanto quando, dopo le 17, dai megafoni è arrivato l’annuncio che la manifestazione era stata annullata, molti hanno appreso, grazie al passaparola, dell’incidente.

di Luigi Di Fonzo e Fabio Iuliano – fonte il Centro

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