6 aprile, la fiaccolata del ricordo e della protesta sileziosa

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Migliaia di persone hanno partecipato, nonostante il freddo pungente e la concomitanza con la ricorrenza della Pasqua, alla fiaccolata di commemorazione delle 309 vittime del sisma che seminò distruzione all’Aquila nel sesto anniversario della tragedia: un corteo silenzioso, ma polemico nei confronti della magistratura per la recente assoluzione in appello di sei componenti su sette della Commissione Grandi Rischi, e al quale non hanno partecipato, per la prima volta da cinque anni, rappresentanti del Governo.

Questa assenza, però, giustificata dal sindaco aquilano Cialente dalle telefonate di scuse per «gli impegni improrogabili» ricevute dal neo ministro Delrio e dal sottosegretario alla ricostruzione De Micheli, è stata peraltro mitigata dal messaggio lanciato su Facebook dal premier Matteo Renzi. Per il presidente del consiglio «dopo troppe promesse, siamo finalmente passati all’azione. I soldi adesso ci sono». L’ intervento di Renzi, che dovrebbe visitare L’Aquila nei prossimi giorni (tra le date possibili il 20 aprile, ndr) e che per la prima volta ha affrontato il tema della ricostruzione numeri alla mano anche per quanto riguarda i fondi stanziati, ha scatenato la dura reazione del presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, che in un tweet, ha accusato il premier di mentire «anche sull’ Aquila pur di fare audience. Vergogna».

Su Twitter è intervenuta anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando che L’Aquila torni a «vivere». Tra i partecipanti alla fiaccolata ha suscitato emozione lo striscione portato da alcuni famigliari delle vittime con lo slogan «il fatto non sussiste ma uccide», in riferimento alla sentenza della Corte d’Appello che ha assolto sei componenti su sette della Commissione Grandi Rischi. Anche un parente di alcune vittime, Vincenzo Vittorini, non ha risparmiato il premier, criticando la nomina di Curcio a capo della Protezione civile: «se lo Stato non cambia se stesso, non cambierà mai niente». Il momento più toccante e doloroso in piazza Duomo, il cuore del centro storico dell’Aquila, ancora ferito dal sisma, con la lettura dei nomi delle vittime: in loro memoria ci sono stati i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Rintocchi poi ripetuti alle 3 e 32, orario del sisma. Molto partecipata anche da parte delle autorità la Santa Messa seguita al corteo, celebrata nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. «Gli aquilani siano comunità unita e siano protagonisti della ricostruzione non delegando alle istituzioni», ha spiegato nel corso dell’omelia, invitando tutti «a non usare più i termini di morti, scomparsi o defunti in relazione alle vittime del sisma. I nostri fratelli sono nella casa del Padre». Intanto il sindaco Cialente chiede personale per la gestione della ricostruzione, denunciando «una condizione kafkiana: in passato avevamo i progetti cantierabili, ma non fondi sufficienti, quest’anno abbiamo un miliardo e 200 milioni di cassa ma sforniamo cinque progetti a settimana. Per utilizzare i 100 milioni al mese ci vorrebbero almeno sessanta pratiche pronte ogni mese».

fonte – il Centro

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