Presepi, storia e magia del Natale in Abruzzo

Un tuffo nella storia di una tradizione secolare. Il calore e le tecniche dell’artigianato locale, ma anche l’immaginario collettivo di una comunità che si raccoglie intorno ai simboli del Natale. Quanto sono belle le immagini dei presepi abruzzesi. Tante le iniziative anche quest’anno legate alla rappresentazione della Natività. Iniziative che valorizzano gli scenari naturali, dai borghi antichi alle grotte. LA MAPPA INTERATTIVA

Presepi da tutto il mondo a Pescara. Eppure, quella che forse rappresenta la mostra a tema più originale si fa largo tra gli insediamenti industriali e commerciali di via Tiburtina, a Pescara. Stiamo parlando degli oltre 600 presepi custoditi nella sede dell’associazione “Mousikè – Arte delle Muse”, in via Piomba 23. Un patrimonio di lavori provenienti da ben 88 Paesi di tutto il mondo. È proprio questo aspetto che costituisce l’elemento portante della 14esima edizione, intitolata appunto “Un mondo di presepi”. Passato e presente si incontrano. Una parte della mostra è dedicata ad una ricostruzione di un presepe in stile napoletano con costumi abruzzesi riprodotti fedelmente e artigianalmente attraverso “gouaches” del ‘700 in cui i personaggi indossano il costume tipico di un paese della nostra regione. Le curiosità non mancano, come i presepi realizzati in un guscio di pistacchio o quelli realizzati impiegando la buccia di una pannocchia e persino i bossoli di una mitragliatrice. L’esposizione è stata inaugurata lo scorso 8 dicembre e sarà visitabile gratuitamente per tutto il periodo natalizio, fino al 6 gennaio. È aperta tutti i giorni, la mattina dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 20.

Ai piedi del Gran Sasso. Nell’Aquilano, i presepi raccontano la storia di piccoli borghi. Dagli scenari suggestivi delle Grotte di Stiffe con il presepe allestito ogni anno – dal 1996 –  proprio all’interno delle cavità naturali, si passa ai presepi installati negli angoli maggiormente significativi dei paesi. Una tradizione che fa i conti con i segni del terremoto. In vari casi, le chiese che ospitavano i lavori sono ora ancora inagibili e le piazze inaccessibili. Talvolta, però, il presepe riesce a mettere insieme i tasselli di una comunità che quel maledetto sei aprile ha pagato un duro prezzo. È il caso di Onna. Nella frazione distrutta, si attende il Natale tra memoria e speranza. In via delle Massale è stato inaugurato  nei giorni scorsi un presepe che ha riunito i residenti attorno a un falò. Un fuoco per riscaldare tutti i partecipanti. Un’idea del giornalista Giustino Parisse, sulle orme di “Zi Ninì” storico costruttore di presepi.  «È una tradizione che mi ha sempre affascinato», spiega, «e che adesso assume un valore simbolico, nell’auspicio di vedere questo paese ricostruito». La stella cometa del presepe fu realizzata tanti anni fa da Pio Sbroglia e veniva collocata nella piazza del paese. È lì che attende di potervi tornare.

Presepi viventi. Altra peculiarità di questa regione è il numero e la qualità dei presepi viventi, allestiti in straordinari e magici scenari naturali: grotte, borghi medievali, montagne laghi e antiche torri. Quello più conosciuto è il presepe di Rivisondoli, creato nel 1951 tra i monti dell’Altopiano delle 5 Miglia, in un luogo che era un villaggio di poveri pastori. La zona era ancora assopita tra le piaghe e le rovine della guerra, passata da quelle parti, con brutale violenza.  Un gruppo di persone del posto scelse un edificio sventrato dalle bombe, e fu la Stalla. Protagoniste della Natività da rivivere, furono due ragazze scampate all’eccidio nazista della vicina Pietransieri  di Roccaraso. Sempre nell’Aquilano, c’è da ricordare il presepe di Pianola, le cui scene sono accompagnate da testi di Umberto Cavalli. Diversi sono i presepi subacquei, da Scanno a Giulianova.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro

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