Encomi, tagli di nastro e persino confetti: che c’entri il voto a Pescara?

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Lo schema è sempre quello: fascia tricolore, due parole sulla città che cresce, foto di gruppo con tanto di belle ragazze in tailleur, una a destra e l’altra a sinistra del palchetto dei discorsi. Anche le ragazze sempre le stesse, perché squadra che vince non si cambia. Al massimo, al posto della gonna un paio di leggins per inaugurare in bici il tratto di pista ciclabile lungo la riviera nord. Parchi, scuole, kinder garden, parcheggi, isole ecologiche e targhe ricordo. Nell’ultimo mese, uno dei compiti dello staff del sindaco Luigi Albore Mascia, è stato quello rimpinguare l’agenda elettorale: appuntamenti a tutte le ore, con tanti nastri da tagliare che neanche Guido Bertolaso nei mesi successivi al terremoto del 6 aprile, con uffici da riaprire e attività da far ripartire. L’ex capo della Protezione civile aveva una sua fissa, quella di tagliare e conservarsi una parte di nastro tricolore, in modo da essere in grado un giorno di contare quante opere aveva visto nascere. Impressionante la densità di eventi inaugurali negli ultimi trenta giorni del primo cittadino pescarese.

La rincorsa a fine aprile, con i riconoscimenti ai dipendenti meritevoli. Poi qualche appuntamento blando, pubblicizzato attraverso la pagina Facebook. Tra questi, il giro col candidato governatore Gianni Chiodi nelle sale del nuovo reparto di rianimazione. Nei primi dieci giorni di maggio, poco e nulla. Anche perché, c’era da prepararsi al lieto evento: le nozze in municipio con Letizia Lizza.
Dal giorno successivo, super Luigi Albore Mascia e i suoi si sono trasformati in una vera e propria macchina da guerra: con uno, due ma anche tre eventi al giorno. Un calendario del sindaco-candidato costellato di appuntamenti, quasi a prevaricare i comizi necessari a tener testa agli altri candidati della campagna elettorale. Ma invece di perdere tempo con questo o quel dibattito politico, perché non piantare una bandierina (o anche un albero all’occorrenza) ogni volta che un’opera pubblica è conclusa? Meglio, del resto, andare a dire ai residenti dell’area del parco Cicognini – o agli utenti del parcheggio di via Michelangelo – “amici miei riprendetevi i vostri spazi” piuttosto che rischiare di inciampare in una scomoda tribuna politica, con gli altri candidati pronti a girare il dito in ogni piaga di questa città.

C’è stato il tempo anche di far felici gli amici a quattro zampe – e soprattutto i loro padroni votanti – con la nuova area di sgambettamento cani di via Pantini. Un calendario che si intreccia con quello delle opere pubbliche. Con effetto finale: l’inaugurazione last minute di corso Vittorio (con tanto di danza): dopo tante critiche che adesso suonano solo come una nota dissonante, prima che l’orchestra chiuda. Ma non è finita: oggi doppio appuntamento: alle 10.30 apre il parco dell’ex Caserma di Cocco di viale Pindaro e alle 16,30 riapre il campo di calcio “Donati”. Quelli dello staff li chiamano appuntamenti di agenda elettorale. E poco importa se la campagna è ufficialmente chiusa.

di Fabio Iuliano – Fonte il Centro

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