I ragazzini del “tutto e subito” – Il sesso? Come passatempo

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«Io e il mio ragazzo abbiamo iniziato a “strusciarci” nudi entrambi, ma lui aveva il preservativo». Oppure: «Ho avuto un rapporto completo col mio ragazzo, ma forse non lo è stato, tanto che sono ancora vergine e, soprattutto, non è durato neanche due minuti in quanto, rendendoci conto di ciò che stava succedendo, abbiamo deciso di fermare tutto». Dalle domande dei teenager – condivise on line attraverso piattaforme come DireGiovani.it – emergono curiosità e inconsapevolezza; spregiudicatezza e paura, in una dimensione con poche regole e quasi nessun punto di riferimento.

L’INCHIESTA: SI ARRIVA ANCHE AL BONDAGE

Un pianeta in cui sessualità e affettività vivono in due emisferi separati. Lo dimostra un’indagine promossa dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma. Su un campione di oltre 3.000 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, lo studio ha rivelato che la dimensione affettiva è sempre più spesso evitata e quindi negata dai ragazzi.

«In questo particolare momento storico caratterizzato da una profonda incertezza sul futuro», spiega Karen Cicolini, psicologa e psicoterapeuta abruzzese in servizio all’IdO, «gli adolescenti vivono il presente, cercando di soddisfare tutti i piaceri possibili, a volte anche senza pensare alle conseguenze. Di questo, gli adulti che li circondano dovrebbero essere consapevoli».

I PRIMI APPROCCI. Già dalle scuole elementari – magari anche solo nelle classi quinte – circolano tra i bambini le prime immagini pornografiche spesso scaricate su telefonini che raramente sono controllati dai genitori. L’approccio è graduale e viene mediato da parole, scambi di consigli, ma anche molto altro. Un fenomeno interessante è costituito dall’esistenza di relazioni promiscue tra ragazzine che si “esplorano a vicenda”. «È sbaglaito considerare questi episodi come atti “omosessuali”», avverte Angela Paris, di Syncronya Onlus, centro studio psicologia, psicoterapia e formazione. «Si tratta piuttosto di attitudini con cui giovani e giovanissime interagiscono e imparano a conoscersi».

IL BRANCO. Il sesso con i compagni, a volte, diventa strumento di inclusione nel gruppo. È fonte di riflessione la facilità con cui alcune ragazze, per farsi accettare – nel mondo reale o virtuale – nel acconsentano ad alcuni comportamenti sessuali. Di qui, l’età media dei primi rapporti si abbassa e i primi atti arrivano anche a dodici anni.

«IL TROMBAMICO». Un altro fenomeno molto frequente è la figura del “trombamico”: avere abitualmente rapporti sessuali con un amico o conoscente per ricavare piacere fisico senza intrecciare una relazione sentimentale. Secondo gli esperti, ripercussioni sui vissuti dei più giovani non sono immediatamente percettibili, ma si evidenziano nel tempo. Il resto lo fanno il web e i social network. Sono tanti, di fatto i potenziali pericoli, tanto da impegnare insegnanti e dirigenti a gestire determinate situazioni che, anche se non avvengono dentro la scuola, coinvolgono i ragazzi e hanno risonanza in ambito scolastico. «Nel mio istituto sempre più ragazzi si rivolgono al servizio psicologico che abbiamo attivato», spiega Pasqualina Tarullo, dirigente scolastico dell’Itis all’Aquila. Sarebbe necessaria un’educazione sessuale nelle scuole sin dalle medie; spesso però sono proprio i genitori che la ostacolano immaginando che i propri figli siano lontani da queste problematiche. «Chi è lontano, invece», riprende la Cicolini, «è spesso proprio il genitore che non si rende conto a quanti stimoli i ragazzi sono esposti e di quanto non riescano a gestire quello che accade loro».

di Fabio Iuliano – Fonte 

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