Eni a Collemaggio, un passato da riscoprire

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Come tanti luoghi di culto, la basilica di Collemaggio ha rappresentato nel corso dei secoli non solo un fulcro della vita religiosa della comunità aquilana, ma anche uno punto di aggregazione dove incontrarsi, discutere, dar vita a nuovi progetti e nuove attività. Uno spazio denso di simboli per la gente, dai rilievi alle statue, ai dipinti. Un linguaggio difficilmente decifrabile nella nostra epoca, ma perfettamente accessibile agli aquilani del medioevo. Così, oltre ad essere uno dei simboli della rinascita di questa comunità post-sisma, la basilica di Collemaggio diventa un vero e proprio “libro di pietra” la cui lettura può rivelare una storia inedita che traduce in immagini i messaggi e le leggi della natura.

«Il grande segreto affidato anche alle cattedrali gotiche e nascosto, pur stando sotto gli occhi di tutti – a chi non l’avrebbe compreso – è quello dell’alchimia», scrive Maria Grazia Lopardi in “Notre Dame di Collemaggio – Conoscenze e misteri degli antichi costruttori”. Alchimia intesa come «arte della trasformazione, quella radicale che richiede una morte e una rinascita, una sottrazione alla natura umana per recuperare quella divina che spetta all’uomo per diritto di nascita, per essere fatto a somiglianza di Dio. L’alchimia è il ritorno all’unità da una condizione di frammentazione». Presidente e fondatrice dell’associazione Panta Rei, la Lopardi esercita la professione di avvocato all’Aquila, sua città natale, ma la sua passione è legata ai simboli, all’ermetismo, alla storia dei cavalieri Templari e ai misteri che li collegano a Celestino V. Gran parte dei suoi studi e delle sue iniziative culturali è legata a Collemaggio. «Se teniamo in considerazione quanto rivelato nel manoscritto di Crispomonti, custodito nella Biblioteca provinciale, dobbiamo considerare la possibilità che L’Aquila sia stata costruita secondo la pianta di Gerusalemme. Per quanto alcuni passaggi non siano stati ancora provati, se si accetta questa teoria, assume un senso edificare all’Aquila un luogo di culto come la basilica di Collemaggio, fonte di sapienza. Penso anche alle decorazioni del pavimento e ai giochi solari nel giorno del Solstizio e nel giorno dell’Assunta – sono una mia scoperta – che rappresentano qualcosa di straordinario, non solo visivamente, ma anche per la simbologia che recano».

Il contributo dell’Eni non si limita solo alla ricostruzione materiale della basilica e agli interventi di riqualificazione nel parco del Sole adiacente. La società energetica ha allestito un vero e proprio diario virtuale, per preservare episodi e momenti che legano Collemaggio ai cittadini. Una ricostruzione che parte dai ricordi. Parole, video e foto che alimentano una memoria collettiva, un patrimonio importante per la comunità. Per partecipare al diario collettivo si può accedere al sito http://ungiornoacollemaggio.it o utilizzando l’hashtag #ungiornoacollemaggio su Twitter e Instagram. (m.g./fab.i.)

fonte: il Centro

 

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