«Io ce l’ho fatta… mai scoraggiarsi»

ImmagineL’Aquila, l’insegnamento del fabbro Tonino D’Andrea: tenete alta la testa

 Settantadue anni alle spalle e quasi mezzo secolo speso tra troncatrici, frese e presse. Antonio D’Andrea è stato, nel corso del tempo, uno dei punti i riferimento tra gli artigiani all’Aquila. Esperto nella lavorazione del ferro e dell’alluminio ha fatto da chioccia a tanti giovani che si sono avvicinati a questo mestiere. «Non è stata una vita professionale facile la mia vita», racconta ora che ha appeso i ferri del mestiere al chiodo, «ma mi ha sempre sostenuto una fede in Dio che ho cercato di condividere con gli altri».

Cristiano evangelico ha dedicato ogni momento libero ad attività di diffusione della Parola, a partire da scambi quotidiani con amici e colleghi: «La preghiera mi ha dato coraggio di guardare sempre avanti, affrontando momenti delicati come la crisi economica e, soprattutto, il calo drastico di commesse dovuto al terremoto». Del resto, gran parte degli interventi della sua attività viene svolta dentro e fuori gli edifici. Sia che si parli di sedi di attività produttive, sia che la cosa riguardi abitazioni private, i danni del sisma hanno compromesso la sua attività, tanto da rendere questi ultimi anni molto delicati.

Ma D’Andrea non si è mai scoraggiato e ha tenuto alta la testa sino in fondo. «Non mi sono mai tirato indietro rispetto al lavoro», commenta ricordando quando da giovanissimo accudiva le pecore del gregge di famiglia: «Mi sono trasferito all’Aquila a ridosso degli anni Sessanta e ho seguito un corso da tornitore ai Salesiani. Fortunatamente, ho subito trovato lavoro in un’impresa locale».

Ma dopo tre-quattro anni passati sotto padrone D’Andrea ha deciso di mettersi in proprio, prima ricavando una bottega nella sua abitazione a Costa Picenze, in uno degli angoli più suggestivi del centro storico (un’area, purtroppo ancora quasi completamente priva di interventi di ricostruzione). Poi, quando le cose sono andate un po’ meglio, si è ampliato e ha aperto un’officina specializzata sulla Statale 80. «Quanto è cambiato in questi anni il nostro lavoro», spiega, «prima si faceva quasi tutto a mano, ora esistono attrezzature specializzate ed è tutto più semplice. E questo ha rappresentato senza dubbio un elemento positivo».

Purtroppo, il rovescio della medaglia è che fattori economici e sociali hanno reso molto più difficile ottenere delle commesse rispetto a trent’anni fa, con le attività produttive a pieno regime. «Questi ultimi anni ho dovuto lottare per continuare a fare il mio mestiere», sottolinea, «in un’area economicamente repressa e fortemente condizionata da una ripresa post-sisma che fatica ad arrivare».

Di recente, il suo impegno gli ha fatto guadagnare il premio “Fedeltà al lavoro e al progresso economico”, indetto dalla Camera di commercio dell’Aquila, e riservato alle imprese e ai lavoratori con più di 25 anni di attività. «Sulla mia targa hanno scritto 44 anni di attività in proprio», scherza, «ma hanno sbagliato: dovevano almeno mettere almeno un anno in più».

di Fabio Iuliano – fonte

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