Piste ciclabili, zona franca del codice della strada

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Se la ricorderanno a lungo l’estate 2013 i due ciclisti protagonisti di un frontale sul ponte ciclopedonale di Tortoreto. Quando quella che può essere una tranquilla pedalata mattutina si trasforma in un dramma, soprattutto per il più giovane dei due, ricoverato in rianimazione con un trauma cranico. Conseguenze che non ti aspetti quando senti parlare di piste ciclabili. Le cronache, purtroppo, ci abituano a sentir parlare di ciclisti caduti o, peggio, investiti in strada. I giornali di questi ultimi giorni riportano fatti drammatici anche in Abruzzo. Ma la pista ciclabile in sé sembra una sorta di zona franca dove chi va in bicicletta, per il solo fatto di essere un soggetto debole sulla strada, si considera dalla parte della ragione a prescindere dalle manovre che compie. Senza voler prendere le difese degli automobilisti, spesso insensibili al ciclista, è chiaro che qualche abitudine va rivista. Pare quasi che, per il solo fatto di essere su una pista ciclabile, il codice della strada diventi un optional. La segnaletica orizzontale e verticale viene considerata un orpello per abbellire la zona e, se per caso fai presente che è stata posizionata proprio per chi pedala, ti guardano come se fossi appena sbarcato dalla luna.

di Fabio Iuliano – Fonte

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