Glamyng.com – il fashion blog made in Abruzzo

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Scarpe stringate, cappotto dalla linea dritta e cappello per creare un “boyfriend style” che si apre su una t-shirt bianca con scritto “Thanks’ for the dinner & the sex”, con tanto di clutch colorata per un tocco di femminilità. Silvia Perrotta lancia così il suo “fashion blog” a inizio marzo, uno spazio web che le permette di trasformare la sua passione nel campo della moda in un lavoro. Fare due passi nel suo mondo significa fare i conti con una giungla di neologismi italiani e inglesi che un po’ disorientano. Partiamo dalle cose più semplici: cosa vuol dire fashion blogger? Si chiamano così le persone che scrivono, pubblicano foto e video legati alla moda sul web. Uno dei motivi per cui si apre un blog è quello di raccontare sul web il proprio percorso professionale. E di strada, Silvia ne ha fatta nonostante i suoi 35 anni. Ingegnere, originaria della Marsica, vive e lavora a Roma. Dal 2009, il suo lavoro l’ha portata a occuparsi più volte, come libera professionista, delle pratiche di ricostruzione post-sisma, in special modo quelle relative agli aggregati di Celano. Un impegno non da poco, tra normative da interpretare, filiere, schede parametriche e contributi da intercettare.

Tiger-Sweatshirt-1 Tutto questo però non impedisce alla giovane di portare avanti la sua carriera parallela nel campo della moda.   «Ho faticato tanto a trovare spazi tra i miei  impegni lavorativi», racconta anche attraverso il suo blog www.glamyng.com , «sembrava difficile trovare l’occasione adatta. Un giorno però, mentre ero in ufficio davanti al pc, sono capitata sul sito web dello Ied (Istituto europeo di design). E’ stata un’autentica folgorazione. Mi sono immediatamente iscritta ad un corso di Styling ed editing di moda che ho frequentato a Roma. Alcuni mesi dopo, spinta da un impeto di sana follia, ho deciso di fare qualcosa di diverso. Studiare è importante, ma l’esperienza mi ha insegnato che a volte si impara veramente solo buttandosi sul campo. La crisi nel lavoro cominciava a sentirsi, gli impegni lavorativi diminuivano, quindi ho preso una pausa di sei mesi dalla mia professione e ho fatto le valigie». Sì, ma per  dove? «Milano? No, troppo vicina. Parigi? No, non conosco una parola in francese. Ho deciso di percorrere qualche migliaio di chilometri in più, destinazione New York». Sbarcata a Manhattan nel 2010, Silvia vive tra Chelsea e Upper East Side, e trova lavoro come hostess in un ristorante. «Con la moda non avrei guadagnato subito», spiega, «e negli Usa non puoi giocarti la tua laurea in ingegneria perché per fare quello che faccio in Italia devi acquisire più che altro una specializzazione in architettura». Il ristorante in questione è la simpatica Taverna Cinque di Tribeca. Un posticino niente male che sperimenta lo schema cinque-cinque-cinque reso celebre da mister Oronzo Canà: qui però nella versione cinque antipasti, cinque primi e cinque secondi. Il ristorante è frequentato tra l’altro da gente come Harvey Keitel e Robert De Niro.

Stripes-first «Keitel –  quello di Pulp Fiction e Lezioni di piano per capirci –  è un personaggio piuttosto schivo, però simpatico. Una volta si è presentato da solo e ha ordinato un primo. Poi mi ha detto: “ora torno con mia moglie, non dirle che sono già stato qui”. La sua signora lo aveva messo a dieta, ma lui non voleva saperne». Per quanto riguarda la moda, il punto di riferimento è Esmeralda Wagner, dell’agenzia 2DM di Milano, conosciuta durante il corso allo Ied. «Alla decima e.mail», commenta la blogger, «si è convinta ad aiutarmi e, così,  ho iniziato a lavorare come assistente della “stylist” Delfina Pinardi». Lo stylist sceglie gli abbinamenti per capi e accessori nei servizi fotografici, i modelli e le location. Coordina, inoltre, fotografo, truccatore e parrucchiere per la definizione dello stile più appropriato. «A New York ho partecipato ad importanti shooting fotografici», prosegue Silvia, «durante i quali ho avuto il piacere di conoscere professionisti come le stylist Vittoria Cerciello e Tanya Jones, i fotografi Stefano Galuzzi, Carlo Miari Fulcis e tanti altri ancora». Di qui, la necessità di aprire un blog per non perdere questi canali professionali. «Il mio diario in rete, attraverso il quale resto in contatto con i professionisti di New York, parla di me, dei miei gusti, ovviamente della mia moda». Tanto meglio se nelle foto di Francesco Scipioni il soggetto principale è lei stessa, che sperimenta ogni post un look diverso. «E poi si parla  anche dei viaggi che ho fatto e di quelli che farò, del design e della cucina». Sì perché è in corso un servizio con Niko Romito, realizzato a Casadonna, perché anche tra i fornelli si può essere trendy.

di Fabio IulianoFonte

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1 commento

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