Sei Nazioni, nel backstage del villaggio globale

1 (6)Viaggio nel Terzo tempo allo Stadio Olimpico dopo la partita del Sei Nazioni Italia-Irlanda. Suoni, colori e sensazioni di una festa globale.

di Marianna Gianforte e Fabio Iuliano – Angela ha 42 anni e per arrotondare lo stipendio fa lavori occasionali. Così si trova  a far parte di quella kermesse colorata che è il Villaggio Peroni, da alcuni anni cuore pulsante del pre e del post partita del Sei Nazioni.

Dalle 11 alle 16,30 il suo stand dell’Autogrill – uno dei più grandi  all’Olimpico, che distribuisce anche cibo, salsicce e hot dog – ha consumato già migliaia di litri di birra: chiara, rossa, doppio malto. Rigorosamente Peroni. Undici fusti da 30 litri l’uno, nel giro di 4 ore e mezzo. A sera la quota triplicherà. Complice la bella giornata di sole di inizio primavera, che favorisce l’afflusso dei tifosi dell’Italia e dell’Irlanda: specie nelle ore di punta, prima della partita – quando l’attesa si carica di aspettative e di allegria – e dopo, quando c’è da onorare il “terzo tempo”. Angela,  impiegata nel recupero crediti  in una struttura sanitaria di Roma, racconta l’entusiasmo del lavorare dietro un bancone.

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«I tifosi del rugby sono speciali – dice – ad esempio questa mattina ho versato una birra addosso a un’irlandese e per scusarmi le ho offerto un bicchiere. Lei, invece di inveire contro di me, non finiva di ringraziarmi». Questi sono i tifosi del rugby.

Intanto il Villaggio Terzo Tempo è colmo di gente. Migliaia di tifosi italiani e irlandesi si sfidano in una mischia improvvisata su uno dei giardini davanti all’Olimpico; o si assiepano sulle scalette dello stand dell’Autogrill, a mangiare piadina e hot dog o patatine. C’è anche la coppia “mista”: boyfriend italiano e girlfriend irlandese. Si muovono mano nella mano nel villaggio multicolori. Alle 15 la mischia si svuota. Il Villaggio si riempie di nuovo, fino alle 20, solo dopo il fischio finale per festeggiare la vittoria dell’Italia (22-15). Ma è festa per tutti: anche per gli irlandesi nel weekend di Saint Patrick. IMG_1650

GLI SPONSOR. Ma dietro al divertimento e alla gioia degli appassionati della palla ovale, c’è una macchina organizzativa che si appoggia a sponsor e partnership, che vanno dalle testate giornalistiche agli operatori telefonici. A sostenere l’evento sono l’Adidas (sponsor tecnico della nazionale azzurra), il Glen Grant, Pall Mall e Like Strike, Sisal Matchpoint, Peugeot, l’Azienda nazionale per i giovani (Ong). E poi Samsung, Tim, Real Mutua, Paddy Power (sito online di scommesse). Non mancano la polizia  municipale,  l’arma dei carabinieri, la Polizia di Stato, l’associazione Roma Capitale, le testate Corriere dello Sport e Metro. Infine, l’Officium: Organizzazione familiare contro la fibrosi cistica a carattere sanitario).

Ci sono anche le ragazze che dipingono sui volti dei tifosi la bandiera dell’Italia e dell’Irlanda. Gratis. L’importante è avere su una guancia per tutta la giornata il simbolo della sfida. «Abbiamo fatto tanti disegni a forma di bandiera per i ragazzi per lo più, o a forma di cuoricino per le ragazze», racconta una delle giovani “artiste”.

Fonte: http://www.gazzettacommerciale.com

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