Che emozione stare davanti al Papa dei poveri

PAPA: PRIMA MESSA; INIZIA OMELIA, PARLA A BRACCIOdi Fabio Iuliano – Un abbraccio a quattro mani con un religioso, una carezza al labrador di un reporter non vedente, zucca di mate. Quanto sono belle le immagini del primo incontro con i media di Papa Francesco. Storie e aneddoti che si alternano sul maxischermo, per me l’unico modo per capire qualcosa di quello che sta succedendo. Da metà Sala Nervi in giù, infatti, di quello che succede sul palco vedi solo dei piccoli frammenti. La visuale è parzialmente oscurata da tablet e telefonini dei vaticanisti della prima ora. Ma è la voce del Papa quella che ti entra nelle ossa. Sin dalle prime parole, pronunciate come a sussurrare all’orecchio di ciascuno di noi. Un discorso a braccio intervallato da intercalari ironici che strappano sorrisi e applausi come quell’«avete lavorato eh?», rivolto a tutti i giornalisti costretti a fare gli straordinari nell’ultimo mese. Si ride e si applaude anche quando racconta che qualcuno, a fine Conclave, gli avrebbe suggerito di chiamarsi Adriano, oppure Clemente XV, per vendicarsi di Clemente XIV che abolì la Compagnia di Gesù. Meglio Francesco, per una Chiesa povera per i poveri. Poi la sua voce torna fioca e dice ai presenti «vi voglio bene». E ti senti a casa.

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