Il volo dell’angelo tra paura e meraviglia

… è qui da queste creste inchiodate al cielo che spiccano in volo angeli e streghe all’inseguimento di falconi sul confine incerto fra veglia e sogno ….
(Mimmo Sammartino, Vito ballava con le streghe)

Castelmezzano e Pietrapertosa non hanno molto da spartire:  il primo si è sviluppato su una roccaforte normanna, mentre il secondo porta ancora i segni della dominazione araba. Eppure i due paesi sono uno di fronte all’altro, nel cuore di quelle che qui da queste parti hanno ribattezzato come Dolomiti Lucane. Di fronte sì, ma per andare da Castelmezzano a Pietrapertosa devi per forza scendere da un monte e salire su un altro. Non si può mica volare no? E invece, i residenti erano talmente stufi di perdere tutto quel tempo con gli spostamenti che hanno avuto un’idea: un cavo, un semplice cavo di acciaio sospeso tra le vette dei due paesi e poi un’imbracatura  (anche un’imbriacatura, all’occorrenza per vincere la paura). E’ quanto basta per volare da una parte all’altra in poco più di un minuto, toccando anche punte da 120 chilometri orari. Lì sopra, però, non te ne accorgi, sembra tutto naturale. Ti viene anche di aprire le braccia, ma poi c’è sempre qualcuno che ti urla: “mantieni la posizione” e tu fai finta di non aver sentito.

Guarda il video sul telefonino (se non si apre qui sotto)

Proprio qui, a quattrocento metri da terra, la paura si fa da parte e ti godi la meraviglia di un paesaggio mozzafiato, visto da una prospettiva che appartiene solo a falchi o aquile. Devi fare i conti con la paura del vuoto e sei costretto ad addomesticare la situazione. Inutile cercare conforto in quella che ti mette addosso l’imbracatura. Io gli ho detto che non me la sentivo, sperando in una parolina di sostegno. Lei no, inflessibile. Non aveva argomenti al di fuori di quello che c’è scritto sulla sua maglietta ad altezza petto: “il volo dell’angelo, un tuffo tra cielo e terra”. Alla fine mi sono buttato lo stesso. Tutto succede in poco più di un minuto. Ma ancora una volta sono i primi quattro secondi e mezzo a fare la differenza. Poi è tutto più facile, ti rendi conto che in orizzontale non si sta poi tanto male e di vertigini neanche l’ombra. Provi così  l’ebrezza del volo, lasciandoti scivolare in una fantastica avventura, unica per la bellezza del paesaggio e per l’altezza massima di sorvolo.

Arrivati in uno dei due borghi, hai anche tempo di fare un giro tra le abitazioni, incastonate tra le rocce, di fare suggestive escursioni storico-naturalistiche, di degustare i prodotti locali ma soprattutto di goderti lo splendido panorama circostante da una nuova visuale, insolita e soprattutto ricca di emozione. Quello che ti si presenta davanti, infatti, è un panorama che di norma è privilegio delle sole creature alate: uccelli ed angeli.

 

 

 

 

 

La squadra del volo

Le parole di capitan Cesidio sono state fondamentali anche stavolta, quel suo “cambiamo tutto contemporaneamente” ci ha dato il coraggio di tuffarci in questa nuova avventura. I primi due giorni è partito un po’ come un diesel ma poi ha fatto in modo di esserci al posto giusto e al momento giusto. Ottima prova anche del buon Ros capace di trasformare quel “mo’ ci penso” dell’anno scorso in “stavolta c’ho pensato”. Bene anche Fabrizio Potò, anche se nessuno gli perdonerà mai il fatto di aver volato senza la nostra polo magica “given to fly”. Si è presentato con una t-shirt raffigurante un bandito in passamontagna con su scritto “I’m ready to work”. Dice di averlo fatto per ricordare a tutti quello che è il suo vero lavoro. Chi non ha scordato la polo è stata Susanna che però è rimasta all’Aquila. Ma il gesto le ha fatto guadagnare tutta l’approvazione e la stima di capitan Cesidio che a lei ha dedicato il volo.

Mascotte e accompagnatrici

Un grazie soprattutto a Federico Garcia e Argo, ma anche a Lucia, Anna e Sabina, per non averci mai detto – né prima, né dopo, né durante il volo – chi cavolo ve l’ha fatto fare.

Dati e numeri

L’ebrezza del volo la provi su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 130 e 118 mt. La linea Peschiere permette di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1019 mt) e arrivare a Pietrapertosa (quota di arrivo 888 mt) toccando i 120 Km/h su una distanza di 1452 metri.
La linea di San Martino parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 mt) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 mt) dopo aver percorso 1415 mt raggiungendo una velocità massima di 110 Km/h.

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