… e per quei minuti provai un senso di totale padronanza, di equilibrio instabile e perfetto. Il senso di perfezione che hanno solo le cose provvisorie e destinate a finire presto.
Mi ricordai di una vacanza in auto attraverso la Francia, tanti anni prima, con Sara e altri amici. Arrivammo a Biarritz, l’amosfera fuori tempo di quel posto ci piacque molto e decidemmo di fermarci. Fu lì che presi qualche lezione di surf e dopo infiniti tentativi riuscii a stare tre, quattro secondi in piedi sulla tavola e sull’onda. In quel momento capii perché i surfisti – i veri surfisti – sono così pazzi e perché l’unica cosa che davvero gli importa è salire sull’onda e il rimanerci il più a lungo possibile. Il resto si fotta. Non c’è niente di più perfetto di quella provvisorietà.
(da Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio)
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