Testimonianze, racconti, contributi, documenti e file inediti, quasi a formare una “Wikileaks del terremoto”, raccolti nel convegno-maratona promosso tra ieri e oggi a Casa Onna, la nuova costruzione che sorge nella frazione del capoluogo. Una no-stop di quasi 24 ore con cui i parenti delle vittime del terremoto 6 aprile 2009 tornano a parlare di “tragedia annunciata”, valutando l’esistenza di omissioni o responsabilità penali, amministrative o politiche nei giorni immediatamente antecedenti al sisma. Gli organizzatori l’hanno chiamata «Cahiers de doleances», per richiamare quei registri nei quali le assemblee degli Stati generali annotavano critiche e lamentele della popolazione. I giorni immediatamente precedenti alla scossa sono stati analizzati da tre profili diversi: scientifico, politico-giuridico e comunicativo. La prima sessione ha visto fisici, sismologi e tecnici concordi sul fatto che «i segnali dei mesi antecedenti la scossa non andavano ignorati».
(il video della lettura integrale del verbale della Commissione grandi rischi)
Presente tra il pubblico anche il tecnico di ricerca, Giampaolo Giuliani, noto per i suoi studi che vedono nel radon un valido precursore sismico. “Senza chiamare in causa le mie ricerche sperimentali – ha spiegato -, c’erano tanti modi per prevedere questo terremoto”. Nel corso del convegno è stata data lettura del verbale integrale della Commissione grandi rischi, così come è stato ripreso un articolo in cui il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, nel 1995 indicava la probabilità di un evento sismico in Abruzzo di magnitudo superiore a 5.9. Tanti i giornalisti presenti, per un confronto sulla comunicazione a ridosso dell’evento sismico. “Dobbiamo tirare una linea netta fra il prima e il dopo, cambiare la classe dirigente”, ha detto invece Roberto Marino, direttore del quotidiano abruzzese il Centro, perché se la responsabilità è politica “gli amministratori che ricoprivano ruoli politici prima del sisma e non hanno saputo gestire la situazione, mettere in guardia la popolazione da una tragedia annunciata, devono darne conto e assumersene la responsabilità”. Nella notte, accompagnata anche da esibizioni musicali, c’è stato spazio per ricordi e testimonianze spontanee. Poi un minuto di silenzio alle 3.32 in punto.
Lascia un commento
Non c'è ancora nessun commento.
Commenti RSS TrackBack Identifier URI
